L’intervista. Giuseppe Romano (PD) “Una maggioranza e un Governo riformisti devono essere capaci di scelte chiare. Dobbiamo dire chiaramente che non si può garantire tutto a tutti a cominciare dalla Sanità, dove i conti sono in grave sofferenza”: Giuseppe Romano, consigliere regionale rieletto con il PD in provincia di Brindisi, già componente della Commissione Sanità, preannuncia quale sarà il tono del suo intervento nella seduta del Consiglio regionale del 18 giugno, quando si svolgerà il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente Vendola. Romano, che cosa significa concretamente che la Regione non può garantire tutto a tutti? “Significa che chi può deve partecipare. Dobbiamo garantire tutto a chi ha bisogno, gli altri devono farsi carico dei problemi che esistono, a cominciare dai conti della sanità”. Per tornare alla Puglia, pare di capire che lei non sarebbe contrario a reintrodurre il ticket sulle ricette farmaceutiche che fu abolito dalla Giunta Vendola nel 2005. “Non penso sia insopportabile il pagamento di un ticket di 2 euro da parte di chi ha un reddito adeguato. Sono convinto che lo è per chi ha poco o nulla. Senza interventi non si esce dalla crisi. Solo così si riduce davvero la macelleria sociale. Anche le critiche che stanno emergendo verso la razionalizzazione della rete dei consultori non mi trova d’accordo. Ecco perché qualche settimana fa ho ipotizzato la necessità di commissariare le ASL con funzionari prefettizi per sottrarre la gestione alla politica”. L’Assessore Fiore si è detto contrario ai commissari prefettizi. “Anch’io nel 2005 ero contrario alla nomina compiuta da Vendola di funzionari prefettizi alla guida degli Iacp. Poi ho preso atto che grazie a quella scelta gli Iacp sono stati risanati. Con la nomina di commissari nelle Asl potremmo ottenere lo stesso risultato. E le opposizioni potrebbero condividere tale percorso”. In quali altri settori bisogna intervenire? “Nel servizio idrico. Dopo che abbiamo acclarato che l’acqua è un bene pubblico, dobbiamo dire qualcosa di più sulla gestione. Pongo un problema: l’amministratore di Aqp, Ivo Monteforte, ha ridato ordine ai conti. Siamo sicuri che quel risultato sarebbe stato possibile se Aqp non fosse stata una Spa e l’amministratore avesse avuto a che fare con un Ente pubblico? Ripublicizzazione va bene, ma i costi eventuali chi li deve sopportare? Altro tema: i fondi europei utilizzati negli anni scorsi hanno fatto crescere l’occupazione giovanile di appena l’1%. Dobbiamo accontentarci o discutere?” Sanità, sevizi idrici, fondi comunitari: sono temi utilizzati dalle opposizioni per criticare Vendola. Lei sta prendendo le distanze dalla maggioranza? “Ho chiesto voti per Vendola Presidente e non ho intenzione di tradire questa linea. Sarò leale, ma farò valere il mio punto di vista nella elaborazione delle leggi. Questa posizione non è solo mia. Esiste ormai in Consiglio regionale un intergruppo non formalizzato che vuol far sentire la sua voce. Con il mio partito, il PD, il rapporto sarà esasperatamente critico sino a quando non si farà strada tra i democratici la voglia di affrontare davvero la sfida riformista”. Lei era stato indicato come possibile capogruppo del PD. Le critiche che ora muove sono conseguenza del fatto che il gruppo ha scelto in modo diverso? “ No, ho fatto un passo indietro per motivi personali. Non è vero però che ho fatto un passo indietro per aiutare il rinnovamento, come ha sostenuto il segretario regionale Blasi. Se si trattava di aiutare il rinnovamento altri avrebbero dovuto fare passi indietro”. 7 GIUGNO 2010 Scarica l'intervista CLICCA QUI |